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Mihi ipsi scripsi

di
LUCA RINALDI

con
LUCA RINALDI
MIKLÓS BÉRES/GIANMARIA MARTINI
SZOFI BERKI
ALESSIA PELLEGRINO

regia
PAOLO ANTONIO SIMIONI

debutto
Accademia d’Ungheria in Roma
14 novembre 2014

"Ieri, verso sera, ha parlato a me la mia ora senza voce-, questo è il nome della mia terribile padrona." (Così parlò Zarathusta)

"Per quanto l'uomo possa espandersi con la sua conoscenza, apparire a se stesso obiettivo: alla fine non ne ricava nient'altro che la sua biografia". (Da "Nietzsche" di Lou Salomè)

In un incontro al di fuori dell'ordinario,il legame vorticoso tra vita e opera, l'amicizia, la passione per la conoscenza e per la vita, il timore di aprire panorami che possono mettere a rischio la propria esperienza umana, conducono Lou Salomè e Friedrich Nietzsche a una condivisione che oscilla tra grandezza e meschinità. Da questi eventi Nietzsche uscirà sempre più ridimensionato come uomo, in bilico tra lotta per la sopravvivenza e inabissamento nella follia. Ma da questo forse non troppo edificante esempio umano, sarà prodotta la dinamite che farà deflagrare l'epoca successiva: Zarathustra.
L'andamento drammaturgico vede un continuo alternarsi tra eventi reali, storici ed eventi di altra, più profonda realtà. Il filo conduttore è l'esperienza limite di Nietzsche, su di un confine in cui la figura di Lou si sovrappone a quella dell'"Ora senza voce", padrona della sua solitudine.

La regia prevede la centralità assoluta dei quattro attori, circondati dal pubblico, in totale assenza di sostegni tecnici.

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